Lunedi, 24 Luglio, 2017

A Istanbul la "Marcia di unità nazionale"

Turchia: boom corteo opposizione, Erdogan prepara reazione Turchia, Erdogan proclama la festa della "democrazia" nel giorno del fallito golpe
Zaira Scannapieco | 17 Luglio, 2017, 12:48

Dopo il fallito colpo di stato, il governo di Ankara ha subito puntato il dito su Gulen, che però ha negato qualsiasi sua implicazione in un'intervista al 'New York Times' e al 'Financial Times', lanciando addirittura l'ipotesi di un golpe fatto in casa da Erdogan: "Ignoro chi potrebbero essere i miei partigiani e dato che non li conosco non posso esprimermi su una loro possibile implicazione".

"Molti nemici attendono la disfatta della Turchia". Mentre ancora si discute sui numeri del maxi-raduno di Maltepe - la cifra di 1,5 milioni di partecipanti, stimata dagli organizzatori, ha trovato conforto nei calcoli della Camera nazionale degli ingegneri - la sfida di Erdogan al monopolio delle piazze è lanciata.

Tra questi anche una mostra che racconta gli eventi di quella notte del 15 luglio 2016, giorno in cui è stata proclamata la festa nazionale "della democrazia e dell'unità". Hanno raggiunto un ponte sul Bosforo, teatro di scontri particolarmente violenti nella notte fra il 15 e il 16 luglio del 2016 e ribattezzato in seguito "Ponte dei martiri". Ha anche detto che gli organizzatori del colpo di stato dovrebbero subire la pena di morte e che in tribunale indosseranno uniformi "come quelle di Guantanamo".

Il parlamentare è stato arrestato dopo una condanna in primo grado a 25 anni per "rivelazione di segreto di stato" nel processo sulla fuga di notizie relativa al traffico di armi destinate alla Siria attraverso tir dei servizi segreti turchi nel 2014, reso pubblico l'anno successivo da un'inchiesta del quotidiano Cumhuriyet che ha portato all'arresto anche del direttore del quotidiano Can Dundar e del caporedattore Erdem Gul con l'accusa di spionaggio e divulgazione di segreti di Stato. Proprio per questo l'autorità dei militari, che per decenni sono stati percepiti come gli eredi del grande Atatürk, era stata fondamentale nel mantenere il Paese nel controllo del Cumhuriyet Halk Partisi (CHP: Partito Popolare Repubblicano), il partito laico di ispirazione 'kemalista'.

Tra le persone che figurano nell'elenco e sospese dalle loro funzioni figurano tra gli altri 2303 ufficiali di polizia e diverse centinaia di accademici universitari. Intanto nelle carceri turche sono già state rinchiuse 50mila persone nell'ultimo anno, tra cui 150 giornalisti accusati di fare propaganda per "i terroristi". "Invece che una rapida normalizzazione, è stato istituito uno stato di emergenza permanente".

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