Martedì, 25 Luglio, 2017

Affitti brevi: dal 17 luglio scattano le nuove tasse

Airbnb e Booking ecco come pagare le tasse sugli affitti brevi   
                       
                
         Oggi alle 12:53 Airbnb e Booking ecco come pagare le tasse sugli affitti brevi Oggi alle 12:53
Remigio Civitarese | 15 Luglio, 2017, 22:25

Ad introdurre le nuove regole, la manovra correttiva per evitare che esercitano attività di intermediazione immobiliare anche attraverso la gestione di portali online devono comunicare al fisco i dati sui contratti e trattenere una somma pari al 21%, se intervengono nel pagamento o incassano i corrispettivi.

Arrivano le regole per pagare la tassa sugli affitti brevi: l'Agenzia delle Entrate ha diffuso il provvedimento [1] che regola le modalità di comunicazione dei dati per la nuova cedolare secca del 21% che viene trattenuta direttamente dagli intermediari.

Ne deriva che tutte le nuove disposizioni sulle locazioni brevi scattano dai contratti stipulati dal 1° giugno 2017.

La cedolare secca si applica ai redditi generati dagli affitti conclusi dallo scorso primo giugno. Per provare a rincorrere le eventuali evasioni degli intermediari esteri, ci si è inventati la Tassa Airbnb, che non colpisce affatto le multinazionali del web, che continueranno a non pagare le tasse in Italia e si è solo creato l'ennesimo aggravio per gli agenti immobiliari e gli intermediari nazionali ai danni dell'intero settore.

Cosa sono gli affitti brevi?

Le "locazioni brevi" sono quei contratti di affitto di durata non superiore a 30 giorni, stipulati da persone fisiche al di fuori dell'attività d'impresa, direttamente o tramite intermediari, anche online, inclusi quelli che prevedono la fornitura di biancheria e la pulizia dei locali.

La cedolare secca è un'imposta che è stata introdotta a partire dal 2011 e che va a sostituire le altre tasse sulle locazioni, come l'Irpef e le relative addizionali, l'imposta di registro e l'imposta di bollo.

Questi dati possono essere trasmessi attraverso i canali telematici dell'Agenzia, secondo delle tecniche specifiche che verranno pubblicate nei giorni successivi sul sito dell'Ufficio delle Entrate. Se lo stesso locatore stipula, nel medesimo periodo, più contratti brevi la comunicazione, precisa l'Agenzia, può essere fatta in forma aggregata.

"Ed è ancora più singolare che lo Stato, modificando le norme, invochi la retroattività per le ritenute non effettuate e che a rispondere siano gli agenti immobiliari che dovrebbero fare anche recupero crediti per conto dello Stato". I soggetti non residenti trasmettono i dati tramite una stabile organizzazione, se provvisti, o avvalendosi di un rappresentante fiscale, utilizzando gli stessi servizi dell'Agenzia. A che titolo? La ritenuta sarò operata a titolo di imposta se si opta per la cedolare secca, oppure a titolo di acconto se durante la dichiarazione dei redditi il beneficiario non sceglie la cedolare. Si tratta di una cedolare secca del 21%, che rimane del tutto indipendentemente dal reddito del proprietario o del comodatario.

"'Il codice tributo da utilizzare per il versamento della ritenuta è il '1919' (Ritenuta operata all'atto del pagamento al beneficiario di canoni o corrispettivi, relativi ai contratti di locazione breve - articolo 4, comma 5, del decreto - legge 24 aprile 2017, n. 50) da indicare nella sezione 'Erario' del modello F24, in corrispondenza della colonna 'Importi a debito versati' con l'indicazione nei campi 'Rateazione/regione/prov/mese rif.' e 'Anno di riferimento' del mese e dell'anno cui la ritenuta si riferisce, rispettivamente nei formati '00MM' e 'AAAA".

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