Martedì, 26 Settembre, 2017

Quasi 5 milioni di persone in povertà assoluta nel 2016

POVERTÀ: ISTAT, 4,7 MLN LE PERSONE CHE IN ITALIA VIVONO IN ASSOLUTA INDIGENZA (2016) Istat, livello di povertà resta stabile: sempre più a rischio i giovani
Remigio Civitarese | 13 Luglio, 2017, 13:47

L'unione nazionale dei consumatori, commenta i dati riportati dall'Istat, secondo il quale nel 2016 gli individui che versano in povertà assoluta salgono a 4 milioni e 742 mila (+ 3,1% rispetto al 2015): "una vergogna, che dimostra che quanto è stato fatto finora per ridurre le diseguaglianze e combattere la povertà è servito a ben poco - spiega su 12alle12 il segretario Massimo Dona -".

Nel 2016 si stima che 1 milione 619mila famiglie (6,3% delle famiglie residenti) siano in condizione di povertà assoluta in Italia, per un totale di 4 milioni e 742mila individui (7,9% dell'intera popolazione).

Rispetto al 2015 si rileva una sostanziale stabilità della povertà assoluta in termini sia di famiglie sia di individui. Per le famiglie in cui è un operaio, l'incidenza della povertà assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%), confermando quanto registrato negli anni precedenti. L'incidenza di povertà relativa si mantiene elevata per gli operai e assimilati (18,7%) e per le famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione (31,0%).

Sul rischio di trovarsi in povertà continuano ad incidere pesantemente età e posizione professionale. Come negli anni precedenti l'incidenza di poverta' assoluta diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento: 8,2% se ha al massimo la licenza elementare; 4,0% se e' almeno diplomata. Così sono saliti dal 10,9% a 12,5%, pari a 1 milione e 292mila, i bambini poveri. Nello stesso arco temporale la povertà assoluta è rimasta sostanzialmente stabile tra le famiglie composte da una persona (passando rispettivamente da 5,3% del 2005 a 4,9% nel 2016). "Se invece di sprecare soldi in bonus inutili o, peggio ancora, dati a famiglie benestanti, solo perché non commisurati al reddito Isee, si concentrassero gli stanziamenti su chi ne ha effettivamente bisogno, questo dato sarebbe crollato".

Rimane, invece, relativamente contenuta tra i nuclei familiari con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,5%) e ritirata dal lavoro (3,7%).

Le differenze statisticamente significative rispetto alla dinamica temporale (cioè statisticamente diverse da zero) sono quelle prevalentemente commentate nel testo e riportate a fine testo (Prospetto 18).

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