Martedì, 26 Settembre, 2017

Chiesa: "Made in Italy" pane e vino doc per celebrazioni

Un sacerdote distribuisce la Comunione Un sacerdote distribuisce la Comunione
Irmina Pasquarelli | 13 Luglio, 2017, 07:01

La sterzata ecologica di Papa Francesco arriva anche nel pane e vino consacrati per l'eucaristia. Vietato utilizzare altri cereali, pena l'invalidità del sacramento: al momento della consacrazione, un altro tipo di pane non si trasformerebbe (è questo il dogma della transustanziazione) nel corpo di Cristo.

Il problema nasce dal fatto che, se finora il compito di confezionare le ostie e il vino per la messa era affidato alle comunità religiose, soprattutto alle suore di clausura, "oggi questi si vendono anche nei supermercati, in altri negozi e tramite internet". E, infatti, accade di tutto: dalle ostie zuccherate a quelle per celiaci, fino alla birra al posto del vino.

E' quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'invito a controllare la provenienza e la qualita' del pane e vino utilizzati nella messa, l'onesta' di chi li produce e il loro trattamento nei luoghi di vendita contenuto nella lettera ai Vescovi del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il cardinal Robert Sarah in una lettera ai vescovi. L'obiettivo è fermare gli abusi e garantire quindi la genuinità della materia eucaristica da parte dei produttori. I sacerdoti e i parroci avranno la responsabilità di verificare chi provvede il pane e il vino per la celebrazione e l'idoneità del prodotto.

Inoltre non sono ammessi zucchero, frutta o miele per insaporirlo; e oltretutto non può essere completamente privo di glutine, in ricordo del pasto che simboleggia.

"Vanno invece bene le ostie parzialmente prive di glutine e tali che sia in esse presente una quantità di glutine sufficiente per ottenere la panificazione senza aggiunta di sostanze estranee e senza ricorrere a procedimenti tali da snaturare il pane". Mentre "la materia eucaristica confezionata con organismi geneticamente modificati può essere considerata materia valida". Stabilito che le ostie, per essere conformi alle norme ecclesiastiche, devono contenere glutine, seppur in minimi quantitativi, l'Associazione Italiana Celiachia ha rassicurato i fedeli celiaci chiarendo che, "tenuto in considerazione il quantitativo di particola assunta dal fedele, sono considerate idonee al celiaco sia le ostie garantite "senza glutine" (contenuto massimo di glutine di 20 mg/kg) sia le ostie "con contenuto di glutine molto basso" (contenuto massimo di 100 mg/kg)". "Le ostie completamente prive di glutine - si legge nel testo - sono materia invalida per l'Eucaristia".

Anche il vino è obbligato a rispettare precisi canoni: dovrà infatti "essere naturale, del frutto della vite, genuino, non alterato, né commisto a sostanze estranee", verificando di volta in volta che "sia conservato in perfetto stato e non diventi aceto".

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