Martedì, 26 Settembre, 2017

"Charlie resta a Londra" Il governo stoppa Roma

Charlie Gard nell'ospedale londinese Charlie Gard nell'ospedale londinese
Irmina Pasquarelli | 06 Luglio, 2017, 10:04

L'11 aprile 2017, il giudice dell'Alta corte di Londra respinge il ricorso dei genitori dando ragione ai medici dell'ospedale, stabilendo che vengano staccati i macchinari che tengono in vita il piccolo.

Ieri la mamma di Charlie ha contattato l'ospedale Bambin Gesù di Roma, che si era detto disponibile, con le parole della presidente Mariella Enoc, ad ospitare il bimbo e a farsi carico di studiare eventuali possibili terapie sperimentali.

Dopo il no al trasferimento negli Usa, è arrivata ufficiale la notizia che il piccolo Charlie Gard non potrà essere trasferito nemmeno all'ospedale Bambino Gesù, che aveva manifestato la propria disponibilità ad accoglierlo e assisterlo. A Roma si è messo a disposizione anche il Gemelli, l'ospedale del Papa; e anche la Santa Sede ha fatto sapere che "farà il possibile per superare gli ostacoli legali che non consentono il trasferimento del piccolo". Un "no" ribadito anche dal ministro degli esteri britannico Boris Johnson, che pur apprezzandone la generosità, ha riaffermato l'impossibilità di accogliere l'offerta di trasferimento in Italia proposta dalla Farnesina. "C'è un protocollo internazionale, sperimentale, che si potrebbe applicare al bambino dovunque si trovi", ha detto il presidente dell'ospedale Mariella Enoc. Questa è un'ulteriore nota triste. Stiamo lavorando per fare i drg pediatrici", vale a dire un sistema che permette di classificare tutti i pazienti dimessi da un ospedale in gruppi omogenei (diagnosis-related group, raggruppamento omogeneo di diagnosi), "perché il trattamento dei bambini non è uguale a quello degli adulti. Quindi la proposta del Bambino Gesù di accogliere il piccolo. "Come è stato detto, nessun ospedale è perfetto, i problemi ci sono sempre, ma credo che ci sia in atto il tentativo e lo sforzo serio di risolverli".

"Il nostro ambasciatore ha già parlato con il management del Great Ormond Street Hospital e la risposta è stata che hanno le mani legate da due sentenze che devono rispettare". Restano però diverse cose da chiarire sul fronte legale.

La speranza dei genitori di Charlie è quella di poter trasferire il bambino e tentare ogni cura possibile, alla ricerca delle evidenze scientifiche necessarie per superare gli ostacoli legali al trasferimento. Esprimiamo in questo senso piena fiducia nell'attuale dirigenza dell'ospedale e incoraggiamo ad andare avanti in questo cammino che si è aperto.

Altre Notizie