Lunedi, 18 Giugno, 2018

Stefano Esposito (Pd): "Renzi è come la Juventus"

Rufina Vignone | 28 Giugno, 2017, 12:40

"Il Pd è nato per unire il centrosinistra non per dividerlo". Poo ha osservato che "resta una grande risorsa e non possiamo permetterci di aprire una fase di discussione sulla leadership, ma questo comporta che la leadership mostri la sua dimensione programmatica e che dimostri di aver capito che questa è la fase dell'inclusione". "Noi vogliamo lavorare con tutti - aggiunge - discutere con tutti partendo dai temi che interessano il Paese". Da D'Alema a Franceschini a Delrio, le reazioni non si sono fatte attendere. Gli ultimi tre appuntamenti elettorali hanno visto il Pd di Renzi arretrare e anche in misura vistosa. "Concentriamoci su di noi", dice il presidente dem.

La seconda invece è di Walter Veltroni che, più realista del re, in un'intervista a Repubblica dichiara: "A Renzi ho sempre riconosciuto che la sua ispirazione di fondo somigliava a quella del Lingotto". Per il ministro della Giustizia il voto locale costituisce "un campanello d'allarme significativo, ma rimediabile". Mi auguro che il gruppo dirigente Pd, a partire dal segretario, sappia dare una risposta perché parliamo della personalità con più peso nella nascita di questo progetto.

Nessuna polemica esplicita. A Milano infatti se la cava con una battuta che riscuote anche successo in sala.

Il risultato dei ballottaggi dello scorso weekend ha fatto uscire con le ossa rotte tutto il Partito Democratico, in primis il sul suo segretario, Matteo Renzi.

Di tavoli e alleanze, - "convegni e tartine", avrebbe detto un tempo - Renzi (rientrato oggi a Roma per lavorare alla ripartenza) però, non vuol sentir parlare. "Leggo che il segretario del Pd mi invita a spostare un po' più lontano la tenda". Funambolico se non offensivo per l'intelligenza degli elettori di Centrosinistra: tentare di far credere loro che la situazione non è quella che sembra. Il centrodestra può vincere le prossime elezioni, è vero - ammettono i renziani - ma può anche perderle, perché "tutt'altro che chiuso" è l'accordo tra berlusconi e Salvini. L'estate si preannuncia come un nuovo periodo di esame all'interno del Pd.

ROMA - Nella notte di domenica, non appena i dati si stabilizzano, il segretario del Pd, Matteo Renzi, affida a Facebook le sue prime impressioni. "Si vincono o si perdono le elezioni sui risultati ottenuti e sulle idee concrete e i progetti per il futuro". Nel grafico abbiamo il centrosinistra a quota 67, il centrodestra a 59, seguono il M5S a 8, il Centro a 2, liste civiche a 20, Sinistra a 2.

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