Venerdì, 24 Novembre, 2017

Pirati on demand: Sky e Mediaset gratis, nei guai un maceratese

Gdf vs streaming Sky e Mediaset pirata: secondo maxi-blitz a Cagliari Sky e Mediaset piratati: la Finanza sequestra nove siti web
Elvia Crecco | 28 Giugno, 2017, 19:10

I 9 portali, oscurati tramite richieta ai provider, rendevano disponibili i contenuti tramite IPTV: chi si abbonava, ad un cifra considerevolmente più bassa rispetto all'offerta regolare delle due emittenti poteva accedere ai relativi contenuti piratati sia in modalità live streaming dei canali trasmessi, sia on demand, ovvero con una raccolta dei contenuti offerti su richiesta. Il primo step dell'operazione si era quindi concluso con l'oscuramento dei siti web cosi' individuati in esecuzione del provvedimento di inibizione emesso dal magistrato procedente e notificato agli internet providers. In seguito è stato identificato un soggetto residente in provincia di Varese legato alla piattaforma illegale che è stato denunciato per violazione della normativa sul diritto d'autore. Contestualmente, le fiamme gialle hanno effettuato perquisizioni locali ed informatiche nei confronti di un soggetto residente nel maceratese, che - in concorso con l'amministratore commerciale della piattaforma web investigata - gestiva tecnicamente i flussi per la fruizione dei contenuti illeciti e per l'approvvigionamento dei siti pirata. A carico di entrambi gli indagati sono state così riscontrate reiterate violazioni alla legge sulla protezione del diritto d'autore e reati riguardanti la frode informatica e la contraffazione.

Non resta che quantificare i guadagni conseguiti ricostruendo il giro d'affari e grazie ai server il loro possesso sarà ora possibile risalire agli utenti che hanno usufruito di questo servizio e che a loro volta hanno commesso un illecito senza -probabilmente- neanche rendersi conto di cosa il servizio potesse realmente offrire e in che modalità. "L'operazione è nata dall'esigenza di intervenire su un fenomeno in larghissima espansione e che in questo momento rappresenta il principale problema per gli operatori televisivi", ci ha raccontato Luca Vespigniani, AD e CEO di Digital Content Protection. Con quest'ultimo passaggio si è chiusa una fase dell'inchiesta coordinata dal pm Giangiacomo Pilia che nel 2016 aveva portato alla chiusura di nove siti pirata che fornivano contenuti in streaming on demand. L'apparente facilità di sottoscrizione di questi abbonamenti non deve però trarre in inganno: questi servizi sono illegali e la norma prevede sanzioni pesantissime per gli operatori (multe di decine di migliaia di euro e pena detentiva fino a 3 anni) e potenzialmente anche per i consumatori. Successivamente si è provveduto al blocco degli 89 server che li alimentava, fermando il flusso di dati.

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