Lunedi, 25 Settembre, 2017

Piacenza, furbetti del cartellino: indagati 50 dipendenti Comune

Piacenza 50 indagati al Comune Piacenza, indagati 50 dipendenti comunali: timbravano il cartellino e uscivano “a farsi i fatti propri”
Rufina Vignone | 28 Giugno, 2017, 17:25

I presunti furbetti del cartellino sono accusati di aver timbrato l'ingresso in ufficio per poi allontanarsi per questioni private, come andare in palestra o a fare la spesa. È quanto scoperto dalla Procura della Repubblica di Piacenza sulle abitudini di 50 dipendenti comunali del comune emiliano, finiti ora sotto indagine con l'accusa di falso e truffa. Gli inquirenti avrebbero filmati e pedinamenti, effettuati nel corso degli ultimi mesi, che dimostrerebbero la condotta dei dipendenti 'infedeli'. In alcuni casi si è riscontrato il peculato: qualcuno avrebbe usato mezzi di servizio per scopi non lavorativi. Fra i 50 indagati dieci sono a piede libero, gli altri sottoposti a misura cautelare: uno agli arresti domiciliari, gli altri 39 sono stati fotosegnalati in caserma e poi sottoposti all'obbligo di firma.

Non è la prima operazione delle forze dell'ordine all'interno del Palazzo di città di Piacenza. "Le Fiamme Gialle hanno acquisito documenti - ha specificato - concordando le modalità con il Segretario generale e la dottoressa Laura Bossi, dirigente delle Risorse umane".

Negli ultimi giorni due dipendenti comunali sono stati arrestati, a quanto si apprende, molto probabilmente proprio per vicende legate a contratti di appalto. In mattinata è giunta nel palazzo comunale anche la neosindaca Patrizia Barbieri. Questo fenomeno è incredibilmente diffuso, una pratica illecita divenuta oramai un malcostume, ma che produce danni immensi alla collettività.

Sul caso è intervenuto anche il Codacons che ha chiesto "licenziamenti nei confronti dei responsabili di illeciti e l'avvio delle doverose azioni di recupero delle retribuzioni intascate dai lavoratori senza lavorare".

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