Venerdì, 24 Novembre, 2017

Ue, multa record per Google: dovrà pagare 2,42 miliardi di euro

20170626_131601_0A45E219 Google, multa record dall'Ue: dovrà pagare 2,42 miliardi
Elvia Crecco | 27 Giugno, 2017, 19:59

Dopo alcune indagini avviate circa due anni fa, l'Antitrust della Commissione UE ha inviato a Google una multa da ben 2,42 miliardi di Euro per posizione dominante legata al servizio "Shopping". Non solo. L'azienda californiana ha ora 90 giorni per adeguarsi, oppure dovrà affrontare una nuova ammenda: fino al 5% del fatturato giornaliero di Alphabet (casa madre di Google). Il record precedente è di Intel, la società che produce microprocessori, che aveva ricevuto una multa di 1,06 miliardi di euro nel maggio del 2009 per posizione dominante sul mercato.

Va anche fatto notare che quando sulla barra del computer si clicca un indirizzo web raramente si finisce su quel sito: spesso si è dirottati su Google e solo da lì si può poi passare al sito desiderato, regalando un clic al motore di ricerca.

Google, infatti, avrebbe abusato del suo strapotere sul mercato per acquisire un vantaggio illegale al servizio di comparazione degli acquisti.

La UE nega di aver preso di mira i colossi americani, ma sta di fatto che sul tavolo della commissione Concorrenza ci sono altri dossier etichettati Amazon, Apple, McDonald's e Starbuck's. La ragione è l'abuso della posizione dominante nel campo dei motori di ricerca. In questo modo Google avrebbe dato maggiore risalto al suo servizio penalizzando gli altri. Il servizio di Google ha potuto ricavarne guadagni significativi nel traffico rispetto ai suoi concorrenti e a scapito dei consumatori europei. "Google è all'origine di un grande numero di prodotti e servizi innovativi che hanno cambiato la nostra vita".

Nessun commento dalla commissione Ue sul caso Google, mentre l'azienda Usa ha dichiarato di "continuare a collaborare costruttivamente con le autorità europee" e di considerare "buone per i consumatori, gli operatori e la concorrenza" le innovazioni dello shopping online.

L'Antitrust europeo, dunque, giudica illegale questa pratica portata avanti da Google per promuovere il suo servizio di comparazione dello shopping, limitando, così, la possibilità per le altre aziende di competere. Il punto è che Google ha abusato del servizio di Shopping per attrarre più utenti facendo credere che i gli altri prodotti fossero di minor qualità.

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