Lunedi, 11 Dicembre, 2017

Inchiesta nomine, il sindaco Raggi rischia il processo

Roma, chiusa inchiesta su nomine Marra e Romeo. La sindaca Raggi rischia il processo Roma, Virginia Raggi rischia il processo per le nomine di Marra e Romeo
Remigio Civitarese | 20 Giugno, 2017, 18:51

Roma - Primo step per la complicata vicenda delle nomine della giunta Raggi: costano caro alla sindaca di Roma la nomina (poi revocata) di Renato Marra, da vicecapo della polizia municipale alla Direzione Turismo del Campidoglio, e quella di Salvatore Romeo quale responsabile della sua segreteria politica (con un aumento di stipendio da 39mila euro da dipendente del Dipartimento Partecipate a 110mila euro, poi ridotti a 93mila a seguito dei rilievi Anac).

Virginia Raggi, sindaca di Roma, rischia il rinvio a giudizio per le accuse di falso e abuso d'ufficio. Mentre Raffaele Marra, già a processo per corruzione insieme all'imprenditore Sergio Scarpellini, rischia un nuovo processo per la nomina del fratello con l'accusa di abuso d'ufficio. Reato contestato, invece, al fratello, Raffaele, all'epoca capo del personale del sindaco. La Raggi, però, in una memoria consegnata all'Authority, aveva negato questa circostanza, dichiarando di aver agito autonomamente senza coinvolgere Marra nel processo decisionale.

La Procura ha chiesto invece l'archiviazione della posizione della sindaca Raggi dall'accusa di abuso d'ufficio in relazione alla nomina di Carla Raineri a capo di Gabinetto, incarico da cui Raineri si è dimessa circa un mese dopo la stessa nomina. Nel messaggio Raggi protestava con Marra: "Raffaele, questa cosa dello stipendio mi mette in difficoltà, me lo dovevi dire".

Per quanto riguarda invece la promozione di Romeo, invece, la Raggi, se decidesse di farsi interrogare o se depositasse una memoria difensiva, potrebbe chiarire una serie di circostanze. La procura di Roma intanto ha chiesto l'archiviazione dell'indagine per abuso d'ufficio a carico dell'ex assessora all'ambiente del Campidoglio, Paola Muraro, che resta indagata per eco reati in relazione all'indagine sulla gestione dei rifiuti. I magistrati di piazzale Clodio ritengono che quella scelta, che attribuiva alla Raineri uno stipendio da 193mila euro all'anno, non fosse del tutto legittima, perché non sarebbe stata in linea con alcuni pronunciamenti dalla Corte dei Conti, ma hanno valutato insussistente l'elemento soggettivo del reato.

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