Sabato, 24 Giugno, 2017

Forlì, cure "miracolose": nuova denuncia per Mamma Ebe

Nuova denuncia per Nuova denuncia per"Mamma Ebe: prescriveva una pomata"miracolosa contro l'infertilità Oggi
Elvia Crecco | 20 Giugno, 2017, 15:29

La giovane era stata obbligata dal marito a recarsi da "Mamma Ebe", interrompendo le proprie cure di medicina tradizionale, per intraprendere un percorso di guarigione dalla santona. Attualmente Mamma Ebe è di nuovo agli arresti domiciliari. Ebe era tornata libera dopo che l'anno scorso la Cassazione aveva confermato, rendendola definitiva, la condanna a sei anni di reclusione inflitta nel dicembre 2013 dalla corte d'Appello fiorentina. Proprio dalla sua casa romagnola dove sconta la pena ai domiciliari, infatti, "Mamma Ebe", all'anagrafe Gigliola Giorgini, avrebbe promesso di guarire dall'infertilità una donna che non poteva avere figli, applicandole una pomata, a suo dire miracolosa, sul ventre. L'attività era stata troncata nel 2010 dagli arresti eseguiti dai carabinieri di Quarrata.

Dopo continui trattamenti infruttuosi, la donna si è separata dal marito che insisteva ancora per la cura e ha denunciato tutto alla polizia. La sostanza cremosa, di colore arancione, che la santona le applicava sin da subito infatti le aveva provocato una perdurante forma di irritazione cutanea e delle lesioni sul basso ventre. L'uomo si diceva convinto delle doti dell'anziana, sostenendo che era una perseguitata dalla giustizia e che la sua "santità" sarebbe stata riscoperta con anni di distanza. Nel 2016 la decisione di separarsi, quando si era ormai capito che i trattamenti sarebbero continuati e che la vita della coppia veniva ormai gestita di fatto dalla "santona": il marito era arrivato anche a minacciare la donna di farle perdere il lavoro, se si fosse allontanata dalle cure. Dalle successive indagini della polizia, è emerso che la pomata era indicata nei casi di distorsioni e lombaggini per alleviare dolori e quindi andava somministrata solo in caso di necessità e comunque mai in dosi massicce per evitare disturbi neurologici. Nella sua testimonianza ai poliziotti, la vittima ha raccontato che sono molte le persone ancora legate a mamma Ebe, che la aiutano con offerte, cibo e lavori pratici. Condannata a sette anni di carcere, venne di nuovo arrestata nel 2010 per esercizio abusivo della professione medica e truffa aggravata.

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