Lunedi, 11 Dicembre, 2017

Vaticano, allo studio la scomunica per corrotti e mafiosi

Hiroshi Higuchi Hiroshi Higuchi
Rufina Vignone | 19 Giugno, 2017, 08:19

È uno dei possibili sviluppi che il gruppo di lavoro che ha dato vita al seminario sulla corruzione in Vaticano sta elaborando, secondo una nota della Santa Sede.

In questi giorni, in Vaticano, si sta lavorando attorno al tema della corruzione nel "Dibattito internazionale sulla corruzione", promosso dal dicastero per il Servizio dello Sviluppo umano integrale.

Il Vaticano ricorda che al summit internazionale del 15 giugno hanno partecipato circa cinquanta tra magistrati anti-mafia e anti-corruzione, vescovi, personalità di istituzioni vaticane, degli Stati e delle Nazioni Unite, capi di movimenti, vittime, giornalisti, studiosi, intellettuali, e alcuni ambasciatori. Tra le strategie di risoluzione, per la Chiesa si sta facendo strada la possibilità di introdurre la scomunica per coloro che praticano la corruzione, o si macchiano dell'associazione mafiosa.

Il cardinale Peter Turkson ha motivato così questa riunione: "Abbiamo pensato questo incontro per far fronte a un fenomeno che conduce a calpestare la dignità della persona". La scelta di Bergoglio sorprende Cantone "solo in parte" perché "questo Papa ha sempre battuto con forza sul tasto della corruzione", come quando ha detto "che il peccato si può perdonare, la corruzione no", anche se la religione cattolica ha tra i suoi cardini il perdono. Quindi spetta a noi, con questo Dicastero, saper proteggere e promuovere il rispetto per la dignità della persona.

Papa Francesco, d'altronde, lo aveva già annunciato in occasione della sua visita del 2014 in Calabria: i mafiosi sono fuori dalla Chiesa. Pur trattandosi "essenzialmente di una questione religiosa", spiega il presidente dell'Anac, l'iniziativa di papa Francesco per la scomunica "ha il grande pregio di rappresentare un'indicazione morale fortissima per chi è cattolico".

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