Martedì, 22 Agosto, 2017

Rogo a Londra, 17 vittime ma si temono decine di dispersi

Rogo Londra trovare altri sopravvissuti nel grattacielo Incendio grattacielo Londra, due ragazzi italiani ancora dispersi: “Difficile trovare superstiti. Causa del rogo? Forse un
Carmela Zoppi | 19 Giugno, 2017, 12:29

Sulla loro sorte pesano come un macigno le parole di Stuart Cundy, comandante di Scotland Yard per le operazioni di soccorso, che, oltre a mantenersi vago sul numero di dispersi, non prevede che ci possano essere ulteriori sopravvissuti. "Non ci aspettiamo superstiti". "Siamo un Paese sicuro e solidale - ha detto - che ha salvato centinaia di persone e che non ha avuto attentati". Le speranze erano finite con gli aggiornamenti drammatici che arrivavano dalla capitale britannica e che toglievano ogni illusione alle famiglie, chiuse nelle loro abitazioni, provate anche da quelle ultime drammatiche telefonate con i due giovani bloccati al 23esimo piano dell'inferno londinese. Il padre di Gloria ha infatti riferito nel corso di un'intervista, che la figlia aveva trovato solo uno stage malpagato e senza prospettive future. "Da quel momento non l'ho più sentita". Le abbiamo detto di non andare e abbiamo ricevuto una chiamata dalla scuola in cui ci dicevano che Ines non doveva sentirsi obbligata ad andare, ma lei è una ragazza intelligente e determinata. Oltremanica si parla sempre più di una tragedia annunciata dal comitato degli inquilini, il Grenfell Action Group, che aveva lanciato negli anni numerosi allarmi, rivolgendosi in primo luogo alla ditta proprietaria dell'immobile, la Kensington and Chelsea Tenant Management Organisation (KCTMO). "L'ultimo contatto è delle 4:07".

I vigili del fuoco hanno compiuto una rapida perquisizione e ricerca in tutti i 24 piani della Grenfell Tower ma un'ispezione approfondita al momento è stata rinviata perché considerata pericolosa in relazione ai timori relativi alla sicurezza dell'edificio, spiega ancora Cotton: "Ai piani alti restano alcune piccole sacche di incendio". E poi ancora Hesham Rahman, che viveva al 20° piano, Hamid Kani, iraniano di 61 anni che abitava al quinto, Ali Yawar che si è separato dalla famiglia nella fuga disperata, Sheila Smith, 84 anni, del 16° piano. "Adesso speriamo nel miracolo".

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