Domenica, 19 Novembre, 2017

Londra. Theresa May sotto accusa

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Rufina Vignone | 19 Giugno, 2017, 05:26

E mentre la premier Theresa May, duramente contestata da scampati al disastro e parenti delle vittime, ammette che "non è stato fatto abbastanza" per dar sostegno e informazioni alle famiglie colpite dal disastro, assicurando loro che entro tre settimane tutti gli sfollati avranno un tetto, continua la polemica sulla sicurezza inesistente della Grenfell Tower. Nel grattacielo c'erano 120 appartamenti abitati da circa 600 persone.

Architetti, lauree da 110 e lode, Gloria e Marco erano arrivati a Londra a inizio marzo 2017 per costruire insieme una vita migliore di quella che l'Italia, fino al giorno della partenza, sembrava potergli offrire. Maria Cristina Sandrin, avvocato della famiglia Trevisan, chiede "a questo punto che vengano spenti i microfoni e le telecamere su questa vicenda e che venga rispettato il dolore di queste due famiglie", ha dichiarato il legale. "È uno dei classici cervelli in fuga". E a Londra è scattato l'allarme su altre potenziali Grenfell: secondo il Daily Mail anche la Harley Facade e altri edifici hanno utilizzato lo stesso rivestimento termico, peraltro proibito negli Usa fin dal 2012. Intorno alle 3 le televisioni avevano iniziato a trasmettere le immagini in diretta. Lo hanno confermato fonti vicine alle famiglie. La polizia teme oltre 100 morti. "Ora voglio le spoglie di mio figlio, per il suo funerale". Secondo quanto riportato da alcune testate giornalistiche, infatti, sembrerebbe che a suggerire a Theresa May un'andata alle urne anticipata, sia stato Jean Claude Juncker, attuale presidente della Commissione Europea. La rabbia di strada si è consumata lì, nella zona della sciagura, di fronte al municipio del Consiglio locale di Kensington and Chelsea - borgo londinese del lusso, ma non solo - controllato come il governo di Sua Maestà, da un Partito Conservatore sempre meno saldo in sella. "Vergognati, codarda!", le hanno urlato contro ieri quando si è decisa, dopo due giorni di nascondino, a presentarsi fra la gente del quartiere colpito, ai margini di North Kensington, nel centro d'aiuto improvvisato nel complesso della chiesa di Saint Clements.

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