Giovedi, 17 Agosto, 2017

Ius soli, caos in Senato: Fedeli in infermeria

Lo Ius Soli un favore al partito islamico italiano quanti voti gli regala Ius soli, caos in Senato: Fedeli in infermeria
Elvia Crecco | 18 Giugno, 2017, 18:27

Caos al Senato con Valeria Fedeli che è rimasta coinvolta nel marasma generale che si è venuto a creare durante la discussione sullo ius soli, con il ministro dell'Istruzione che è stata costretta a ricorrere alle cure mediche dopo essere stata spintonata in maniera violenta. Inaccettabile per loro la legge che supera lo ius sanguinis e concede la cittadinanza italiana ai bimbi nati da genitori stranieri con permesso di soggiorno di lungo periodo, o che abbiano concluso un ciclo di studi in Italia. Solidarietà anche dalla presidente della Camera Laura Boldrini che lancia un appello: basta violenza nelle Aule.

Le premesse per un clima incandescente c'erano tutte. Il provvedimento è in caldendario per domani, e sarà incardinato subito dopo il voto sulla manovra. Prima un sonoro "vaffa" verso il presidente Grasso da parte del senatore Raffaele Volpi che gli costa l'espulsione (poi revocata per non interrompere i lavori), poi una piccola pattuglia guidata dal capogruppo Centinaio che, armata di cartelli "No ius soli" occupa i banchi del governo con l'obiettivo di sospendere la seduta e dilatare i tempi. Alcuni esponenti dem presenti nell'emiciclo hanno raccontato che la ministra era tra i banchi del governo quando i senatori della Lega sono arrivati di corsa "con i cartelloni e l'hanno spinta contro lo stesso tavolo e le sedie". Una legge che il leader leghista giudica semplicemente "folle". Stessa sorte per il capogruppo Gianmarco Centinaio, seduto accanto alla ministra Fedeli, allontanato di peso dai commessi. "E' stato un po come Fort Alamo, ho resistito fino alla fine...", rivendica con i giornalisti. Ma cos'è di fatto lo Ius Soli e perché sta dividendo così tanto il Senato? Da un lato il Pd e la maggioranza, con il sostegno anche di Sinistra Italiana. Proprio l'ostruzionismo padano, con le sue migliaia di emendamenti e la gazzarra scoppiata ieri, spinge Orfini ad annunciare che il Pd probabilmente chiederà la fiducia al governo sul testo.

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