Martedì, 22 Agosto, 2017

Coldiretti: "Finisce l'inganno sul late ei formaggi vegani"

"Per la soia vietato usare la parola latte: la sentenza"anti-vegana della Corte Ue Oggi alle
Remigio Civitarese | 18 Giugno, 2017, 05:26

La Corte di Giustizia della Ue ha stabilito che "i prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come 'latte', 'crema di latte' o 'panna', 'burro', 'formaggio' e 'yogurt". "L'aggiunta di indicazioni descrittive o esplicative che indicano l'origine vegetale del prodotto in questione, come quelle utilizzate dalla Tofu town, non influisce su tale divieto". La Corte da ciò ha concluso che le denominazioni sopra elencate non possono essere legittimamente impiegate per designare un prodotto puramente vegetale, a meno che tale prodotto non figuri nell'elenco delle eccezioni, circostanza che non ricorre nel caso né della soia né del tofu. Secondo quest'ultima infatti, la TofuTown avrebbe violato la normativa comunitaria sulla denominazione degli alimenti, commercializzando prodotti che sono puramente vegetali con le denominazioni "Soyatoo burro di tofu", "formaggio vegetale", "Veggie-Cheese", "Cream". Il Verband Sozialer Wettbewerb, un'associazione tedesca che mira a contrastare la concorrenza sleale, ritiene che tale promozione violi la normativa dell'Unione sulle denominazioni per il latte e i prodotti lattiero-caseari e ha quindi avviato un'azione inibitoria nei confronti della TofuTown al Landgericht Trier (il Tribunale regionale di Treviri, in Germania).

Leggendo questa sorprendente buona notizia mi figuro un'estate in cui la Corte europea intervenga ogni due per tre a stabilire che non si può usare il termine "laico" per parlare di chi è ateo, né il termine "previsioni" per le fandonie dell'oroscopo, né "premier" per il presidente del consiglio, né "matrimonio" per le unioni civili, e così via raddrizzando tutto il disorientamento collettivo del novissimo italiano accordato a orecchio. Dunque possiamo continuare a mangiare polpette di melanzane o bistecche di tofu, ma non il latte di soia o il formaggio vegetale. La Corte aggiunge inoltre che questa interpretazione della normativa di cui trattasi non confligge ne' con il principio di proporzionalita' ne' con il principio di parita' di trattamento. Si tratta, rilevano i giudici, di prodotti dissimili, soggetti a norme diverse. Per quanto riguarda il principio di proporzionalità, la Corte osserva che l'aggiunta di indicazioni descrittive o esplicative non può escludere con certezza qualsiasi rischio di confusione nella mente del consumatore. In fondo sono regole che esistono dal 2007, ma tra deroghe e mancati pronunciamenti, si è arrivati fino a oggi. Alimenti che sono denominati in maniera scorretta perché non contengono caratteristiche nutrizionali proprie del latte o dei formaggi di origine animale. Così scrive la Coldiretti, attraverso un comunicato, commentando positivamente la sentenza della Corte europea, smontando anche la fake news sul latte nocivo per gli esseri umani, ricordando come il latte sia presente nell'alimentazione dell'uomo da migliaia di anni, tanto da aver contribuito spinto alla naturale modifica del genoma che, in età adulta, è chiamato a produrre l'enzima capace di scindere il lattosio.

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