Domenica, 22 Aprile, 2018

Rissa in senato per lo Ius soli: Fedeli e Centinaio in infermeria

Ius soli il ddl sulla cittadinanza italiana agli stranieri atteso in Senato Ius Soli, bagarre a Palazzo Madama. Contusa ministra Fedeli VIDEO
Elvia Crecco | 17 Giugno, 2017, 16:52

Il ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli è finita in infermeria dopo una caduta al Senato durante le contestazioni della Lega Nord mentre si discuteva dello ius soli. A scatenarla la protesta della Lega nord, così violenta che il capogruppo Centinaio, aggrappatosi ai banchi del governo, e portato via da "7 commessi" è dovuto ricorrere al ghiaccio su una mano e si è fatto male anche al ginocchio, come racconta lui stesso alla buvette.

Urla, parolacce, spintoni e persino il tentativo leghista di occupare i banchi del governo che è costato a Valeria Fedeli un ricovero in infermeria.

Le premesse per un clima incandescente c'erano tutte.

Manifestazione di Casapound e Forza nuova davanti al Senato con circa 200 persone, tenute a freno anche con gli idranti. Provvedimento incardinato ma voti rinviati prudentemente alla settimana dopo il ballottaggio, con buone probabilità che il governo accontenti la richiesta avanzata dal presidente del Pd Matteo Orfini e metta la fiducia al testo. Espulsione che ha 'scatenato' l'intervento, in punta di regolamento, di Roberto Calderoli, rivolto al presidente Grasso: "lei ha completamente disatteso quanto prevede il regolamento perché il senatore Volpi" espulso "è ancora presente quindi lei ha l'obbligo di sospendere la seduta".

Pronta la reazione degli assistenti parlamentari che a fatica hanno riportato l'ordine in Aula. "È una legge folle, non molliamo", avverte Salvini. Ed è a quel punto che Grasso lo espelle. "E' stato un po come Fort Alamo, ho resistito fino alla fine...", rivendica con i giornalisti. Per lei una contusione al gomito, ma nulla di grave: "Sto bene, grazie a tutte e a tutti". Un bambino nato da genitori stranieri, anche se partorito sul territorio italiano, può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento abbia risieduto in Italia "legalmente e ininterrottamente".

La discussione riprenderà solo martedì, ma il dialogo tra gli schieramenti contrapposti sembra impossibile. Il ddl è sostenuto dal Partito Democratico, e fortemente criticato da Lega e Forza Italia. E l'astensione confermata dal MoVimento Cinque Stelle, che in Senato vale come voto contrario.

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