Martedì, 22 Agosto, 2017

Elezioni amministrative: M5S flop a livello locale. Berlusconi se la gioca

M5S comunali 2017 Comunali, 9 milioni di italiani al voto: alle 12 affluenza al 19,36%
Irmina Pasquarelli | 17 Giugno, 2017, 07:39

Marcello Sorgi ripercorre gli errori degli ultimi mesi che hanno generato il risultato: i "treni persi dal Movimento". E' presto per dire se in Italia la tendenza populista si sia sgonfiata, forse anche per effetto di quel che sta accadendo nel resto d'Europa (ieri alle legislative francesi Macron ha letteralmente trionfato), ma certamente ha subito una battuta d'arresto.

Fuori dai ballottaggi in tutti i grandi Comuni, addirittura esemplari le 'punizioni' rimediate a Genova e Palermo, una lotta intestina contro i vertici e tra la base - in realtà mai sopita - che li avvicina più al modello prima Repubblica, altro che scatola di tonno. Queste non sono operazioni che si fanno dall'oggi al domani. Anche Roma e Torino della passata elezione confermano il trend: l'arrivo in Campidoglio di Virginia Raggi è avvenuto dopo due mandati disastrosi di Pd e centrodestra, mentre sotto la Mole Chiara Appendino ha saputo guadagnare consenso e rispetto agli occhi degli elettori. La Casaleggio associati è stata sommersa dai ricorsi, chiamiamoli così, originati dalle risse della periferia. Di più: nei 140 comuni che andranno al secondo turno delle comunali, gli esponenti pentastellati sono presenti solo in 8 centri (Carrara, Guidonia e Acqui Terme i più influenti, con Asti ancora in bilico).

- Grillo prepara il passo indietro.

Ballottaggio che i 5 stelle non disputeranno in nessuna città e quasi mai saranno decisivi al secondo turno, visto che la percentuale raramente supera il 10%.

Secondo quanto emerge dagli scrutini - in verità molto lenti - in aree come Parma, Palermo, Verona e soprattutto Genova, il vero sconfitto di questa tornata di amministrativa avrebbe un nome e un cognome: Beppe Grillo. Anche qui gli attivisti M5s sono rimasti a guardare le feste degli altri. A Catanzaro il sindaco uscente, Sergio Abramo, di centrodestra, dovrà vedersela con Vincenzo Ciconte, del centrosinistra. Da parte sua il ministro della Giustizia e competitor di Renzi alle primarie, insieme a Michele Emiliano, Andrea Orlando ricorda che il centrosinistra vince se "solo se largo e plurale". Non diamo indicazioni di voto, ognuno è libero di fare quello che ritiene più opportuno. Tutte le prime pagine dei giornali sono pero' dedicati al fallimento del MoVimento 5 Stelle. Piuttosto, gettano la colpa su Renzi che s'è rimangiato con un pretesto, e sul Pd che non ha perso l'occasione di cancellare, la legge grazie alla quale il fronte istituzionale dell'"inciucio" e del patto del Nazareno e l'asse populista-sovranista di Grillo e Salvini si sarebbero trovati a gareggiare ad armi pari. Il Movimento 5 stelle poteva essere una grande novità e una straordinaria risorsa per il paese se solo avesse deciso di cominciare a fare politica recidendo il cordone ombelicale con il populismo europeo, se fosse uscito dalla logica del risentimento e dell'odio, se, insomma, avesse semplicemente usato il web e non si fosse, al contrario, fatto usare dalla cultura prevalente del web. Certi treni passano una volta sola.

Altre Notizie