Sabato, 26 Mag, 2018

Padoan rassicura: per le banche venete soluzione vicina

Banche venete, Mustier: sono ottimista Dietro il dissesto delle banche venete, spunta l'ombra della Germania
Remigio Civitarese | 14 Giugno, 2017, 12:56

Dal ministro Padoan e dalla Commissione europea sono arrivate oggi indicazioni confortanti. Secondo il quale "la soluzione non contemplerà alcuna forma di bail-in" con gli "obbligazionisti senior e depositanti" che "saranno in ogni caso pienamente garantiti".

In relazione all'andamento delle discussioni in corso su Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan comunica che "la soluzione è ormai prossima e che le interlocuzioni con le istituzioni europee sono incoraggianti". "I depositi saranno in ogni caso pienamente garantiti". Sul dossier venete ha parlato anche il commissario Ue Valdis Dombrovskis in una conferenza stampa.

Oggi è in programma il Cda di Popolare Vicenza mentre domani dovrebbe seguire quello di Veneto Banca: c'è attesa quindi di conoscere almeno qualche indizio del possibile accordo che sbloccherebbe la difficile situazione degli istituti veneti. "Posso solo assicurare nuovamente che lavoriamo strettamente con le autorità italiane".

La soluzione prescelta sarebbe quella tradizionale del "burden sharing", usata prima del bail-in, che prevede il riacquisto da parte dello Stato delle obbligazioni subordinate e la loro conversione in azioni, per favorire l'ingresso di nuovi soci privati. "Ci sentiamo rassicurati e anche il mercato ha preso bene la cosa: abbiamo visto la quotazione dei bond senior recuperare il 10%". Non è detto che l'intervento delle banche sia definito sulla base delle rispettive quote di partecipazione nel fondo interbancario. E tale soluzione vedrà protagoniste UniCredit e Intesa SanPaolo, pronte a traghettare le due banche fuori dall'impasse in cui versano da mesi. In merito ai tempi Costa non si è sbilanciato, servirà "il tempo necessario". Nessuna missiva alla Bce, dunque, è partita ieri da Vicenza: il cda non ha dato seguito alle voci che nei giorni scorsi ipotizzavano la remissione del destino della banca nelle mani della Banca centrale europea - atto che avrebbe significato una tutela degli amministratori di fronte allo stallo sulla ricapitalizzazione precauzionale e di fronte ai possibili rischi in caso di fallimento.

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