Domenica, 19 Novembre, 2017

Istat: disoccupati "reali" sono 6,4 milioni

Istat: 3 milioni e mezzo di famiglie senza redditi. Italia la più vecchia tra UE Istat, Italia di pensionati: "7 under 35 su 10 a casa con mamma". Le casalinghe lavorano 50 ore a settimana
Remigio Civitarese | 20 Mag, 2017, 11:06

Il consueto Rapporto annuale dell'Istat traccia un ritratto piuttosto impietoso delle condizioni socio-economiche delle famiglie italiane. Con questo dato l'Italia supera anche la Germania che per anni si è collocata ai vertici della classifica europea per quota di over-65 sulla popolazione complessiva. L'Istat infatti ha pubblicato una nuova fotografia dell'Italia, da cui emerge che gli italiani sono passati da popolo di sognatori, poeti e cantanti ad essere prevalentemente una popolazione di impiegati e pensionati. Per quanto riguarda in particolare la categoria degli anziani, la televisione occupa il 43,9% del loro tempo libero. Alla classe dirigente spetta il primo posto di un ideale podio dei più ricchi, con 1,8 famiglie, equivalenti a 4,6 milioni di persone.

Agenpress. "Persiste il dualismo territoriale: - rileva l'Istat - nel Mezzogiorno sono più presenti gruppi sociali con profili meno agiati".

L'Italia cristallizzata nella sua incapacità di rendere mobili le sue energie vitali, inchiodata a dinamiche rapaci tra generazioni, non in grado di rendere fluide le contaminazioni tra i suoi cittadini, vecchi e nuovi, è diventato un Paese di paradossi, dove, ad esempio, l'essere un pensionato capofamiglia fuori dal mercato del lavoro è assai più rilevante (per il reddito, la ricchezza e anche per il potenziale) che l'essere un giovane di media istruzione inserito nel mercato del lavoro con un contratto non stabilizzato o come lavoratore autonomo o "atipico". Siamo di fronte ad una società sempre meno politicizzata, dove i corpi intermedi stanno sparendo insieme alla classe media e a quella operaia. In assenza di mobilità sociale, "la frammentazione si è cristallizzata e le diseguaglianze sono aumentate". Ecco che "i giovani con professioni qualificate sono il 7,4% nelle famiglie a basso reddito con stranieri e il 63,1% nella classe dirigente". I due sottoinsiemi più numerosi sono quelli delle "famiglie di impiegati", appartenete alla fascia benestante (4,6 milioni di nuclei per un totale di 12,2 milioni di persone) e delle "famiglie degli operai in pensione", fascia a reddito medio (5,8 milioni per un totale di oltre 10,5 milioni di persone).

L'Istat la ha definite "famiglie tradizionali della provincia" e rappresentano il più esiguo tra i nove gruppi sociali presentati nel rapporto 2017. Fra i più numerosi i rumeni, ma anche albanesi e marocchini.

Nel 2016 l'incremento degli stranieri residenti è stato però molto modesto, 2.500 in più rispetto all'anno precedente: ciò - spiega l'istituto di statistica - si deve soprattutto all'aumento delle acquisizioni di cittadinanza (178mila nel 2015).

L'Italia è sempre più vecchia e con diseguaglianze sociali che esplodono, ormai diventata un Paese di impiegati e pensionati. La longevità della popolazione aumenta e parallelamente si accresce, benché in misura più contenuta, il numero di anni vissuti senza limitazioni nelle attività della vita quotidiana dopo i 65 anni: da 9,0 a 9,9 anni per gli uomini tra il 2008 e il 2015, da 8,9 a 9,6 anni per le donne, nello stesso periodo. Sesso debole che ha un tasso di occupazione più basso di quello maschile di 18 punti.

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