Domenica, 19 Novembre, 2017

BpVi e Vb, Bce: "un altro miliardo, ma da privati"

Remigio Civitarese | 20 Mag, 2017, 13:07

In realtà, no, secondo le ultime notizie di stampa che continuano a far tremare il comparto. E' tanto la cifra che i due istituti dovrebbero dunque racimolare, per ottenere il via libera alla proposta di ricapitalizzazione precauzionale con cui lo Stato italiano, ergo i contribuenti, le salverebbe dal peggior scenario del bail-in. Tuttavia, dopo lo spostamento di un miliardo di euro dallo Stato ai privati, non sembra che si possa più parlare con estrema certezza di un (buon) salvataggio.

Ciò che è certo, al di là di quanti soldi serviranno per mettere in salvo le due banche venete e di come questi soldi verranno ripartiti, rimane il fatto che l'Unione Europea stia facendo un grande pressing per portare a termine la questione. La vera novità, come si evince dal commento del quotidiano di Confindustria, non starebbe solo nella nuova richiesta di liquidità formulata dall'Europa ma dall'ordine tassativo che questo miliardo di euro non derivi da un intervento statale ma dall'azione dei privati. In questo modo vengono smentite le voci che parlavano di un conto da quasi 8 miliardi di euro. Ma perché mai l'Ue è così interessata al fatto che Veneto Banca e Popolare di Vicenza abbiano un futuro? Il che significa che il contributo dello stato scenderebbe da 4,7 miliardi a 3,7 miliardi di euro.

La motivazione sarebbe da ricercare nelle valutazioni sui 18,7 miliardi di crediti deteriorati (ufficializzati a dicembre 2016) delle due ex popolari venete: 9,6 miliardi sono sofferenze, svalutate del 62,2% per BpVi e del 59,4% per Veneto Banca.

La morale di quello che sta avvenendo è quindi chiara. Del resto si è di fatto ritornati all'epoca Monte dei Paschi, per cui la sostanza, al di là delle cause che hanno portato alla crisi degli istituti, vuoi o non vuoi è sempre quella.

Altre Notizie