Sabato, 18 Novembre, 2017

Migranti, Minniti: oggi presentiamo modello Milano a Italia e Ue

Protocollo migranti: Migranti: Cecchetti presenta interrogazione su protocollo prefettura
Irmina Pasquarelli | 19 Mag, 2017, 03:06

Il ministro dell'Interno Marco Minniti oggi a Milano ha sottoscritto un accordo con il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Luciana Lamorgese e i primi cittadini che sono disponibili ad accogliere i migranti in strutture sui loro territori, col sostegno del terzo settore e del volontariato, con un sistema di convenzione pagato dallo Stato.

Settantasei sindaci su 134 della città metropolitana di Milano hanno firmato il protocollo per la distribuzione dei profughi nel territorio, che prevede la suddivisione di 5065 migranti tra i vari comuni, che ora si trovano soprattutto a Milano e Bresso.

Gli 80 sindaci che hanno firmato per ospitare i profughi da parte loro hanno chiesto il controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine, un ascolto centrale per i problemi che si dovessero verificare, una certezza sul fatto che i numeri non cresceranno a dismisura e che si tratterà di un'accoglienza a termine. "In una democrazia conta moltissimo che si tenga conto del diritto di chi viene accolto e il diritto di chi accoglie, che non devono mai far sentire solo". Dopo la firma con l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) di un protocollo di prevenzione delle infiltrazioni mafiose negli appalti per la gestione dell'accoglienza, ha ricordato il ministro, "sono già partite 2130 ispezioni" e si sta lavorando al superamento dei grandi centri di accoglienza. Noi oggi presentiamo all'Italia e all'Europa il modello Milano, un modello che tiene insieme due principi assoultamente fondamentali, quello dell'accoglienza e dell'integrazione con il principio della sicurezza.

E i sindaci cosa pensano dell'intesa? "Non si fa così di fronte a un problema che sarà dominante". Milano è il Comune più importante e si candida a fare da guida a comuni dell'arcipelago. In questo quadro "il protocollo è una salvaguardia per i cittadini e i Comuni e uno strumento per condividere un percorso accoglienza". "Questo è l'esempio di come si possa lavorare assieme, con tutte le difficoltà che abbiamo, non ci giriamo dall'altra parte".

Non esiste, quindi, alcun sentimento di razzismo nella cittadinanza, come precisa Bleve, "piuttosto si tratta di attivare forma di tutela per la comunità e anche per gli stessi richiedenti asilo".

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