Lunedi, 26 Giugno, 2017

Consip, Renzi: Ascolti illegittimi, lasciate stare le mie nonne

L'inchiesta Consip e il caso Renzi, due procure nel mirino Premio Oscar ai Renzi per quella telefonata
Rufina Vignone | 19 Mag, 2017, 13:11

Inoltre Belpietro ripercorre le tappe dello scandalo Consip e mette in dubbio la spontaneità e la genuinità della telefonata di Renzi al padre visto che già il 6 novembre La Verità aveva pubblicato la notizia secondo cui Tiziano Renzi sospettava di essere intercettato da una Procura del sud; ancora, il 24 di dicembre era emerso il coinvolgimento di Lotti, poi il 29 di dicembre le dichiarazioni di Mazzei, il 16 febbraio l'avviso di garanzia della Procura di Roma a Tiziano Renzi, e infine l'arresto di Romeo il primo marzo.

"Una gogna mediatica" che "politicamente parlando" diventa quasi "un regalo", ma che "umanamente ferisce" e segna. Invita il padre a dire la verità ai magistrati mostrando di fare il suo dovere.

Renzi in quella telefonata pretende da suo padre totale trasparenza - hai incontrato o no l'imprenditore Romeo, oggi in carcere, per facilitargli gli appalti della Consip? - e non è molto disposto a dargli credito, anche perché infuriato del fatto che il comportamento, vero o presunto, del genitore può seriamente pregiudicare il suo futuro politico, annullandolo o seriamente danneggiandolo.

Questa conversazione è inquietante perché pone il problema dell'uso spregiudicato delle informazioni per fare pressioni sulla libera determinazione di un personaggio pubblico come è Marroni.

Ieri La Verità ha titolato in prima "Intercettazione distrutta dalla Procura". Nella parte introduttiva della loro requisitoria sul processo Mafia Capitale proprio il procuratore aggiunto Paolo Ielo ha sostenuto l'assoluta genuinità probatoria delle numerosissime intercettazioni prodotte in quel processo dalla procura contro indagati che, ecco il punto, sapevano perfettamente di essere intercettati. "Inoltre, come è noto, le intercettazioni con i difensori sono inutilizzabili". E' provato, spiega Matteo, perché "c'è stata una caccia all'uomo": ha subito, racconta, due piccoli interventi al cuore. Quindi Napoli sembra confermare che l'intercettazione sulla ricattabilità esiste e non conferma che vada distrutta.

A volte mi sono trovato a rinviare la pubblicazione di una notizia, perché cercando il riscontro con altre fonti, mi sono reso conto che avrei bruciato i tempi dell'inchiesta.

La Cassazione, nella sentenza 1837 del 2014, relatrice Margherita Taddei, stabilisce: "La prescrizione anzidetta non si traduce, in definitiva, in un divieto assoluto di conoscenza ex ante, come se il legale godesse di un ambito di immunità assoluta o di un privilegio di categoria, ma implica una verifica postuma del rispetto dei relativi limiti". Ma un bravo giornalista investigativo-giudiziario non si deve mai scordare che le fonti a volte lo utilizzano come cassa di risonanza. È che c'è tutto questo rumore. "E' comprensibile il nervosismo, ma non si capisce cosa c'entri il giornalismo con le offese personali", aggiunge Anzaldi.

Di fatto Renzi ha capito che Sensi è molto legato alla rete ma in un modo sofisticato e sostanzialmente inutile per la politica concreta fatta di sangue e m., come qualcuno ebbe a definirla. È una questione di interpretazione. Attualmente però nessuno indaga sull'esistenza a di un ricatto o di un'ipotetica ricattabilità. Renzi figlio lo ferma: "Non dire che c'era mamma altrimenti interrogano anche lei".

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