Giovedi, 17 Agosto, 2017

Vaccini, il Consiglio di Stato: "Sì all'obbligo per nidi e materne"

20170421_130152_02B77AA7 Consiglio di Stato conferma vaccinazioni obbligatorie per frequentare asili a Trieste
Rufina Vignone | 21 Aprile, 2017, 21:42

L'obbligo di vaccinazione per i bambini che intendono frequentare asili nido e scuole materne introdotto dal Comune di Trieste è legittimo. "Trieste ha dunque aperto un varco a tutela della salute pubblica attraverso un provvedimento che non impone null'altro se non il rispetto di una legge dello stato tuttora in vigore". I vaccini obbligatori, come riferisce La Repubblica, erano stati contestati da alcuni genitori che si erano appellati al cosiddetto 'principio di precauzione': secondo la loro tesi le autorità sanitarie non avrebbero fornito una completa informazione sul rapporto costi/benefici delle vaccinazioni, inclusa la possibilità di eseguire accertamenti sanitari preventivi per escludere il rischio di reazioni avverse.

Nel clima fin troppo arroventato delle polemiche sui vaccini, arriva un pronuncia della giustizia amministrativa che farà discutere: il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da due famiglie contro una sentenza del Tar del Friuli Venezia Giulia che aveva confermato la validità di una delibera del Consiglio comunale di Trieste.

La delibera comunale, approvata lo scorso 28 novembre, prevede, per la formazione delle graduatorie dell'anno scolastico 2017/18, che i bimbi siano sottoposti a vaccinazione antidifterica, antitetanica, antipoliomietica e antiepatite virale B.

Come si legge nel testo dell'ordinanza: "la prescrizione di vaccinazioni obbligatorie per l'accesso ai servizi educativi comunali, oltre ad essere coerente con il sistema normativo generale in materia sanitaria e con le esigenze di profilassi imposte dai cambiamenti in atto (minore copertura vaccinale in Europa e aumento dell'esposizione al contatto con soggetti provenienti da Paesi in cui anche malattie debellate in Europa sono ancora presenti), non si pone in conflitto con i principi di precauzione e proporzionalità".

Non solo. Con questo pronunciamento, il Consiglio di Stato ha riconosciuto prioritaria sulle responsabilità genitoriali la tutela della salute in età prescolare.

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