Venerdì, 26 Mag, 2017

Turchia, delegazione italiana dal blogger Del Grande in cella. Campagna social: "Liberatelo"

Anna Stella  AGF Anna Stella AGF
Elvia Crecco | 21 Aprile, 2017, 00:47

Ad aumentare la tensione attorno al caso, il fatto che al vice console italiano ad Ankara e al legale turco di Del Grande sia stato vietato di incontrare il regista. Anche nella giornata di oggi sono proseguiti i contatti con la compagna di Gabriele Del Grande e con l'avvocato della famiglia. Lo ha detto all'ANSA il deputato di Mdp Michele Piras che, con una delegazione italiana di parlamentari tra i quali Arturo Scotto e Franco Bordo, ha incontrato le autorità diplomatiche italiane. I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo. "Sto bene, non mi è stato torto un capello ma hanno sequestrato il mio cellulare e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato", ha proseguito.

La Farnesina da giorni è a lavoro per il rilascio del blogger, ma la procedura di espulsione di Del Grande sarebbe complicata da alcune procedure giudiziarie a suo carico, cosa che renderebbe al momento impossibile ipotizzare una data per il suo rimpatrio.

Adesso il capo della Farnesina, Angelino Alfano ha fatto sapere che le autorità turche "ci hanno avvisato per telefono che domani alle 9 ci sarà la possibilità di un incontro" di Gabriele Del Grande con il console italiano in Turchia e con il proprio legale. Ho subito interrogatori al riguardo. L'autore del film 'Io sto con la sposa' è da ieri sera in sciopero della fame e ha invitato tutti a mobilitarsi affinché vengano rispettati i suoi diritti. "Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me", ha affermato poi Del Grande nel corso della telefonata del 18 aprile ai familiari. La Farnesina, intanto, ha chiesto che Del Grande, "sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge". Il ministro Alfano ha disposto l'invio a Mugla - dove Del Grande è detenuto - del console d'Italia a Smirne per rendere visita al connazionale e l'ambasciatore d'Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963.

Sono ben dieci giorni da quando è stato fermato nella provincia di Hatay, una propaggine turca al confine con la Siria. "Mio figlio lì solo non ce lo lascio - ribadisce Massimo Del Grande - è chiaro che per andare in Turchia c'è una burocrazia che richiede alcuni adempimenti". Dal Senato, gli amici del reporter hanno lanciato un appello alle istituzioni firmato da giornalisti e artisti. I controlli nei confronti dei reporter, anche stranieri, si sono ulteriormente irrigiditi in Turchia con l'introduzione dello stato d'emergenza, decretato dopo il fallito golpe della scorsa estate.

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