Lunedi, 20 Novembre, 2017

Legge elettorale, Renzi: Proposta Grillo? La firmo domani mattina

Legge elettorale, Renzi: Proposta Grillo? La firmo domani mattina Legge elettorale, Renzi: Proposta Grillo? La firmo domani mattina
Remigio Civitarese | 21 Aprile, 2017, 01:23

Se infatti la legge per Montecitorio garantisce un premio di maggioranza per chi riuscisse a raggiungere il 40 per cento dei consensi, al Palazzo Madama vige una forma di proporzionale puro che non permette di raggiungere la maggioranza dei seggi a chi non si dovesse riuscire quanto meno ad avvicinarsi al 50 per cento.

Il presidente della commissione Andrea Mazziotti Di Celso ha detto che "ora ci sono gli elementi per lavorare al testo base", anche se non ha indicato i tempi.

Dopo la decisione della Consulta di apportare diverse modifiche all'Italicum, il nostro paese si trova adesso con due diverse leggi elettorali per Camera e Senato che difficilmente possono garantire una maggioranza.

Ma questo è il punto: il frequente semaforo rosso posto dall'ex Presidente del Consiglio sul cammino dei due responsabili solo apparentemente si ferma lì, sia alle scelte imminenti da compiere sia, soprattutto, al futuro dello stesso Governo Gentiloni.

La legge elettorale proposta da Youtrend non ha al momento un nome come il Mattarellum o l'Italicum, anche se potremmo chiamarla Magnum, dal nome di chi l'ha formalmente stilata, il 29enne avvocato romano Francesco Magni.

Il Partito Democratico ha indicato oggi in Commissione Affari Costituzionali i "punti imprescindibili" di un testo sulla legge elettorale per iniziare la discussione sulla riforma. Tutti gli anni, negli ultimi tre anni, si è presentata un'ipotesi analoga.

La politica della vendetta non porta mai niente di buono a chi la persegue ma, al contrario, finisce spesso col dare una mano decisiva proprio al nemico nella misura in cui la voglia di rivincita, dimenticando la progettualità, conduce il voglioso dotato di insopprimibili venature populiste, prima alla subalternità all'avversario e poi alla sconfitta. Intendiamoci, mettere a posto i conti sarebbe già un'impresa ciclopica poiché qualsiasi manovra per una ripresa consistente non può che partire dalla messa in sicurezza delle cifre reali. E peccato che nessuno sappia quale esecutivo sarà in carica a quella data.

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