Venerdì, 21 Luglio, 2017

Lavoro: M5S: stop ai "privilegi sindacali" e "lavorare meno, bene e tutti"

Lavoro troppe 40 ore settimanali per il M5S Lavoro troppe 40 ore settimanali per il M5S Di Marco Locatelli 20 Aprile 2017
Elvia Crecco | 21 Aprile, 2017, 01:13

Per disinnescare le polemiche sull'idea della "disintermediazione" fra lavoratori e sindacati, Tiziana Ciprini si incarica di precisare che alle votazioni degli iscritti al M5s hanno collaborato "due sindacalisti" e Luigi Di Maio garantisce: "Non immaginiamo un Paese senza sindacati". I costi di avvio della riduzione degli orari di lavoro, sono in genere limitati per lo Stato.

La parte forse più innovativa della porzione di programma elettorale M5s sul lavoro riguarda l'attacco alle carriere parallele dei sindacalisti: "Pensiamo - dice Claudio Cominardi - a un periodo di decantazione di tre-quattro-cinque anni per un sindacalista prima che possa entrare in un consiglio di amministrazione aziendale o candidarsi in politica". "Mancano investimenti in settori strategici che produrranno i lavori del futuro".

Troppe 40 ore di lavoro settimanali per il Movimento 5 Stelle, tutto il contrario di ciò che sta accadendo in Francia, dove i tre candidati presidente del paese transalpino vorrebbero un passo indietro sulle 35 ore (introdotte circa 25 anni fa). "Se i giovani non lavorano oggi, non possono mantenere i pensionati di oggi". Per la democrazia e sindacati nei luoghi di lavoro: 24.050 preferenze espresse, in particolare 23.283 sì e 767 no; il quesito era: 'Sei d'accordo che i lavoratori debbano avere il diritto di poter eleggere le proprie rappresentanze sindacali e di essere eleggibili con libera competizione tra tutte le organizzazioni indipendentemente dall'aver firmato l'accordo sindacale con la controparte?'.

Ridurre l'orario di lavoro, rendere meno facili le carriere politiche e manageriali dei sindacalisti e più aperte le regole per le rappresentanze sindacali, interrompere il rinnovo automatico dell'iscrizione ai sindacati, aprire alla compartecipazione dei lavoratori alle scelte e agli utili dell'impresa.

"Bisogna quindi consentire ai lavoratori - si legge sul blog di Grillo - di scegliere con piu' liberta', entro certi limiti, la soglia anagrafica e di anzianita' professionale da conseguire prima di accedere alla quiescenza". Il MoVimento 5 Stelle vuole poi estendere le tutele previdenziali dei cosiddetti "usuranti" ad altri mestieri gravosi e garantire un accesso alla pensione agevolato ai cosiddetti 'precoci'. I sindacati comunque per il deputato 5 stelle hanno "bilanci opachi, con ricavi di miliardi e rendiconti per poche decine di milioni" e comunque si occupano "di gestire i Caaf, la formazione, gli enti bilaterali, i fondi pensione ma non rappresentano più i lavoratori". Inoltre, il dipendente e il pensionato devono essere liberi di disdire (o meno) una tessera che sia davvero rinnovabile: non devono piu' esistere adesioni che si perpetuano in eterno soltanto in base al principio del silenzio-assenso. Il grande sindacato va insomma aiutato a sburocratizzarsi per tornare alla sua funzione essenziale: difendere i lavoratori. Più nel dettaglio, la sottoscrizione dell'accordo sindacale del 30 maggio 2016 ha consentito il mantenimento dei livelli occupazionali mentre il giudice ha chiarito come "Confintesa appare agire esclusivamente per recuperare una posizione contrattuale attraverso la deduzione della antisindacalità del rifiuto di Lupiae al confronto, ma che in realtà il suo è solo un tentativo di raggiungere una diversa soluzione e gestione degli interessi di alcuni lavoratori". Questa la formula che il Movimento 5 Stelle pone al centro del suo programma lavoro, e la risposta degli iscritti è molto alta: 68.700 preferenze.

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