Giovedi, 17 Agosto, 2017

La compagna di Del Grande: Gabriele potrebbe esser libero a breve

Del Grande, Manconi: vicenda più complicata del previsto Il 21 aprile Gabriele Del Grande potrebbe incontrare il console e il suo avvocato
Elvia Crecco | 21 Aprile, 2017, 19:02

Finalmente, dopo 12 giorni di silenzio, arrivano novità dalla Turchia sulla situazione del blogger toscano Gabriele Del Grande, fermato il 9 aprile al confine con la Siria. L'Ue si è attivata per sostenere l'azione dell'ambasciatore italiano ad Ankara, che oltretutto ho sentito nei giorni scorsi, per sostenere l'azione della Farnesina e del governo italiano rispetto alle autorità turche. Gabriele Del Grande da anni si occupa del tema delle migrazioni, lo fa attraverso il suo mestiere, lo fa cercando di raccontare quella parte di mondo rappresentato da uomini e donne che cercano di scappare da guerre e che chiedono all'Unione Europea accoglienza e forse un destino diverso. Da 9 giorni, quando è stato trasferito a Mugla, Gabriele viene tenuto in isolamento, ha raccontato l'avvocato.

"Spero che l'incontro possa andare in porto, che si possa parlare con lui e che nell'arco della prossima settimana torni a casa", ha commentato oggi il padre del regista, Massimo De Grande, sostenendo di essere preoccupato per lo sciopero della fame annunciato dal figlio: "Non è stato arrestato, le autorità turche lo hanno fermato". "Abbiamo chiesto di vedere il suo dossier, ci è stato negato". A riferirlo, il ministro Angelino Alfano.

Così il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione diritti umani del Senato, dopo la conferenza stampa in Senato per sollecitare una mobilitazione collettiva a sostegno dell'azione diplomatica avviata dalle autorità italiane per la liberazione di Gabriele Del Grande, giornalista e documentarista italiano trattenuto in carcere in Turchia dal 10 aprile. "La nostra speranza è che tutto si concluda nel più breve tempo possibile e nel migliore dei modi". "Al momento, il direttore del centro non ha nessuna informazione riguardo a una sua possibile espulsione".

"Riteniamo necessario - aggiunge il presidente Menesini - che anche gli enti locali, rispondendo anche ad un appello dei familiari di Gabriele, si mobilitino, come del resto in molti hanno già fatto, proponendo iniziative e facendo sentire la propria voce ed invitando la cittadinanza a fare altrettanto, tramite i social network, con l'organizzazione di presìdi nelle piazze e con ogni altro mezzo a disposizione". Prosegue anche la mobilitazione in tutta Italia.

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