Вторник, 12 Декабря, 2017

Alfano,Del Grande non mangia ma sta bene

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		Cosa è successo a Gabriele Del Grande e perché è ancora in Turchia Estero Cosa è successo a Gabriele Del Grande e perché è ancora in Turchia
Elvia Crecco | 21 Апреля, 2017, 20:22

Il colloquio fra il diplomatico e Del Grande si è svolto nel centro di detenzione amministrativa di Mugla, sulla costa egea della Turchia, dove è trattenuto il blogger toscano, fermato il 9 aprile al confine con la Siria.

"L'incontro di Gabriele Del Grande - fa sapere il ministro degli Esteri Angelino Alfano - con il console e l'avvocato ha già avuto luogo". Ci risulta stia bene che stia facendo uno sciopero della fame nutrendosi solo di liquidi. Secondo quanto assicurato dalle autorità turche, Del Grande ha ricevuto nuovo vestiario e gli vengono garantite forme di assistenza materiale che richiede. "Questo ci sembra un fatto abbastanza grave", ha detto Massimo Del Grande definendosi "preoccupato" per lo sciopero della fame iniziato dal figlio. Noto giornalista e blogger sensibile alle vicende dei migranti, su di lui non pende alcun capo di imputazione, ma è possibile che i turchi stiano cercando di estorcergli informazioni a proposito del suo lavoro. "Non c'è nessun impedimento giuridico al rimpatrio, è un provvedimento punitivo", ha chiosato l'avvocato. Il legale ha poi spiegato che tutta la delegazione ha cercato divedere il dossier ma che l'accesso "è stato negato". A dirlo all'ANSA è l'avvocato turco di Gabriele Del Grande, Taner Kilic, dopo averlo incontrato stamani con la delegazione consolare nel centro di detenzione di Mugla. Eppure, le notizie che si sono succedute di ora in ora hanno fotografato una situazione decisamente problematica. Oggi la staffetta del digiuno, lanciata due giorni fa dalla moglie di Del Grande, è stata raccolta dalla sorella Elena che con un video postato su Facebook fa coraggio al fratello:"Ti tireremo fuori", dice. "Spero che il problema sia rapidamente risolto".

Nelle scorse ore è intervenuta anche l'Alto rappresentante di Bruxelles per la politica estera, Federica Mogherini: "Ci siamo coordinati con le autorità italiane fin dal primo momento, come facciamo in casi simili in cui la responsabilità principale è dello stato membro". "Ankara rispetti la libertà di stampa se vuol far parte dell'Ue", l'avvertimento del presidente dell'Europarlamento Tajani. La società civile italiana, la sua famiglia, i cittadini italiani così come le istituzioni italiane si stanno mobilitando e organizzando presidi in diverse piazze italiane perché la sua vicenda si concluda con la sua liberazione ed il suo rientro in patria subito - prosegue la nota - La Turchia sta attraversando un momento molto delicato e deve dimostrare di essere un paese dove la democrazia è un principio inderogabile così come la garanzia ed il rispetto dei diritti umani, per tutti. Gabriele è chiuso in una cella, ogni giorno viene interrogato e gli è impedito di parlare con l'esterno.

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