Martedì, 22 Agosto, 2017

Turchia, Erdogan: "Non sono un dittatore"

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       	Turchia Erdogan diventa “superpresidente” vince il 0 Commenti Dal Mondo 17 aprile 2017 Vvox Turchia Erdogan diventa “superpresidente” vince il
Elvia Crecco | 20 Aprile, 2017, 00:43

Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu. "C'è una commissione internazionale che sta esaminando la questione e diffonderà un rapporto nel giro di 10-12 giorni". "Ma - aggiunge - non significa ingresso nell'Ue o assenza di preoccupazione per quanto dichiarato dall'Osce". L'Unione Europea, con un comunicato congiunto Juncker-Mogherini-Hahn, ha dichiarato di attenersi alle valutazione dell'OSCE ed ha consigliato di rispettare gli obblighi derivanti dall'adesione al Consiglio d'Europa, mentre il Ministro degli Esteri austriaco Sebastian Kurz ha dichiarato che il referendum è stato un chiaro segnale contro l'Unione.

L'ego ipertrofico di Erdogan reagirà a questa sconfitta come di fronte a un affronto personale perché ha costruito la propria carriera nel solco della rivincita contro l'elite turca laica, colta, europeista e ricca per eredità, concentrata nelle grandi città, lui che proviene da una famiglia di lavoratori dell'Anatolia provinciale e islamica. "Questi risultati avvieranno un nuovo processo per il nostro Paese", ha concluso il presidente turco.

Qualche ora più tardi, il dipartimento di Stato Usa ha preso nota delle preoccupazioni espresse dagli osservatori dell'Osce, in particolare riguardo alle presunte "irregolarità" durante lo scrutinio delle schede referendarie. Intanto infuriano le polemiche sulla regolarità del voto referendario. E che da Berlino, ancora una volta, passeranno le scelte decisive per un nuovo orientamento nel destino tra Turchia ed Europa.

Lo stravolgimento geo-politico e, pochi anni dopo, la conseguente crisi dei rifugiati ha fatto passare in secondo piano ogni giudizio di merito sullo stato attuale della democrazia nel paese e sulle reali intenzioni di partenariato secondo Ankara. Al prevedibile conflitto su scala continentale si sono poi uniti i problemi generatisi sul versante interno, da soli capaci di ribaltare la costituzione materiale, quali la mancata armonizzazione alla normativa comunitaria e internazionale, il graduale accentramento del potere nelle mani del Presidente - con la contestuale e progressiva erosione del pluralismo democratico -, l'islamizzazione reazionaria dell'AKP in senso nazionalista e le alleanze con la destra conservatrice, e la continua discriminazione verso i curdi turchi: profili problematici rispetto ai quali l'Europa ha difficilmente mosso un dito, ponendosi in tal modo su un piano di complicità con un governo che si appresta a diventare regime anche da un punto di vista formale. In Germania (dove i votanti erano 1,4 milioni) Erdogan si è imposto col 63%; in Belgio (120 mila elettori) con il 75%.

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