Giovedi, 29 Giugno, 2017

Corea del Nord: pronti a contromisure più dure contro Usa

Nord Corea: pronti alla guerra totale Ma Pechino ferma il test atomico
Rufina Vignone | 20 Aprile, 2017, 17:36

Con il vice presidente nordcoreano del Partito dei lavoratori, Choe Ryong-hae, che intervenendo alla parata ribadisce che il il Paese è "pienamente preparato ad affrontare qualsiasi tipo di guerra con le armi nucleari, se gli Stati Uniti attaccano la penisola coreana". Han Song Ryol, che ha concesso un'intervista di circa quaranta minuti in esclusiva ai microfoni della Associated Press, ha ribadito che "non terremo le braccia incrociate di fronte a un attacco preventivo degli Stati Uniti: Se gli Stati Uniti faranno manovre spericolate, li affronteremo con i nostri attacchi preventivi". Le voci parlavano di un nuovo test nucleare, ma fino ad ora non si ha notizia dell'esplosione di un ordigno atomico, dopo i 5 test effettuati dal 2006, due solo lo scorso anno. Non fa differenza. La Corea del Nord è un problema. Anche in questo caso i dettagli tecnici sono scarsi: dall'altezza di circa 32 metri e il diametro di circa 2 metri e 40, secondo alcuni analisti il primo stadio dell'Unha sarebbe formato da quattro missili Rodong-1, il secondo dovrebbe essere basato sulla tecnologia del SS-N-6 mentre il terzo ed ultimo stadio potrebbe essere identico al secondo stadio del vettore Safir, il famigerato "ambasciatore" iraniano. I militari Usa hanno stabilito che è stato usato un unico missile, che è esploso immediatamente.

Nel tentativo di stemperare la situazione la Cina ha chiesto all'alleato nordcoreano di evitare il test. Al di là degli slogan muscolari che Donald Trump ha affidato a Twitter le opzioni militari praticabili contro Pyongyang sono poche e molto rischiose.

Benché il dispositivo militare convenzionale nordcoreano sia poderoso (oltre un milione di soldati, 4mila carri, 500 aerei da combattimento), il regime ha concentrato le risorse finanziarie sulle armi di distruzione di massa: ordigni nucleari, chimici e missili balitici.

Secondo fonti diplomatiche citate dalla Kyodo News, il presidente Usa Donald Trump, in contatto telefonico con Abe, ha promesso che il Giappone sarà preventivamente informato nel caso di un attacco militare alla Corea del Nord. Ma è anche vero che così facendo si rischia di rompere un equilibrio, riaprendo di fatto un'aspra competizione tra i grandi soggetti globali. Pechino è l'unico alleato del regime di Kim Jong Un, anche se si oppone al suo programma nucleare (strumento usato dai nordcoreani per ostentare la loro potenza e autonomia), motivo di continue tensioni con le potenze occidentali. Se uno Stato sa che una superpotenza come gli Stati Uniti può decidere dall'oggi al domani di invaderti, come è successo in Iraq, o di smantellare il tuo Paese, come è successo in Libia, oppure di aiutare coloro che vogliono smantellare il tuo Paese, come succede in Siria, ovviamente cerca di proteggersi. Secondo gli osservatori sud-coreani, la Corea del Nord avrebbe mostrato oggi anche nuovi missili balistici intercontinentali di dimensioni superiori ai Kn-08 e ai Kn-14 di cui era nota l'appartenenza all'arsenale di Pyongyang.

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