Domenica, 30 Aprile, 2017

Fmi, riviste le stime sul Pil Italia: +0,8% nel 2017

20170418_150011_BA8138D5 Fmi: per l'Italia crescita sotto il potenziale, pesano debito pubblico e
Irmina Pasquarelli | 19 Aprile, 2017, 08:33

Il Fondo monetario internazionale - FMI - ha rivisto al rialzo le stime di crescita del Pil italiano.

Tra le varie stime contenute nel World Economic Outlook del FMI emerge la crescita del debito pubblico lordo in rapporto al Pil: dal 132,6% archiviato a fine 2016, nel corso del 2017 il dato potrebbe portarsi al 132,8%, per poi scendere nel corso del 2018 al 131,6%.

L'Italia resta al palo. Nessuno scatto in avanti è previsto per il blocco: "La ripresa dell'area euro dovrebbe procedere nel 2017 e nel 2018 a un ritmo ampiamente simile a quello del 2016".

Pur non cantando vittoria sul rischio deflazione, che resta, il Fmi plaude alla politica monetaria accomodante della Bce e invita l'Europa a spingere sul pedale dell'acceleratore per la pulizia dei bilanci della banche, che continua a pesare in molti paesi, fra i quali l'Italia.

Anche crescita globale rivista al rialzo al +3,5%. Al contrario il prodotto resta significativamente sotto il potenziale in Francia, Italia, Portogallo, Spagna e, in particolar modo, in Grecia. Nonostante il miglioramento, le stime restano superiori di qualche decimale rispetto a quelle contenute nel Def, dove è previsto un debito al 132,5% nel 2017 e al 131,0% nel 2018. Le stime del Fmi sono invece superiori rispetto a quelle contenute nel Def, dove è stimato un deficit al 2,1% quest'anno, all'1,2% nel 2018, e il pareggio di bilancio "close to balance" fissato al 2019. In ottobre il Fondo aveva previsto un deficit al 2,2% e dell'1,3% nel 2018. Le stime sul nostro Paese per l'anno in corso sono state alzate dello 0,1% rispetto all'aggiornamento del Weo dello scorso gennaio ma risultano inferiori dello 0,1% rispetto all'edizione del documento elaborata lo scorso ottobre.

L'Fmi mette in evidenza che i "mercati finanziari sono ottimisti e prevedono un continuo sostegno in Cina dalla politica così come una espansione fiscale e un processo di deregulation negli Stati Uniti".

Nel report, gli esperti di Washington spiegano che la crescita italiana resta tuttavia sempre ai livelli più bassi tra i grandi Paesi dell'Eurozona. Secondo Washington, infatti, "un percorso del rialzo dei tassi di interesse più veloce delle attese" negli Usa potrebbe tradursi in un irrigidimento delle condizioni finanziarie altrove, e rafforzare anche il dollaro, a detrimento di tutti quei mercati emergenti le cui valute sono ancorate al biglietto verde.

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