Domenica, 30 Aprile, 2017

Cancro, l'esame Iset scopre in anticipo se ti verrà un tumore

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Irmina Pasquarelli | 19 Aprile, 2017, 14:04

Mediante il test Iset, messo a punto già un anno e mezzo fa, è possibile rilevare le cellule tumorali nel sangue anche ai primissimi stadi della malattia, senza attendere che la massa cancerosa si ingrandisca al punto di essere rilevata da ecografie o Tac.

"Il test è ora disponibile per aiutare a prevenire le metastasi in pazienti con diagnosi di tumore, anche se non lo si può rifiutare ai soggetti senza tumore che firmano il consenso informato". Dando così la certezza matematica di intervenire in tempo per sconfiggere il tumore.

Patrizia Paterlini si laurea a Modena, segue i corsi del professor Mario Coppo (l'"Infallibile Maestro", come lo chiama nel libro) e incontra un paziente che cambierà il corso della sua vita: "È stato decisivo". L'esame è considerato rivoluzionario per esempio per diagnosticare quei tipi di cancro che ancora oggi subiscono una diagnosi spesso tardiva, con esito quasi sempre infausto, come quelli del pancreas o delle ovaie, o come alcuni tipi del polmone e dell'encefalo.

Rachele Nenzi sul quotidiano Il Giornale scrive che la scienziata, italiana trapiantata in Francia, è riuscita a mettere a punto il test Iset, Isolamento per dimensioni delle cellule tumorali, che è in grado di fornire una diagnosi precoce del cancro attraverso un semplice e normalissimo prelievo di sangue. Sono minuscole e molto difficili da trovare, visto che se ne riscontrano circa una ogni millilitro di sangue e mischiate a 5 miliardi di globuli rossi e 10 milioni di globuli bianchi. Queste cellule percorrono le vene aumentando di dimensioni e crescendo fino a raggiungere altri organi sui quali proliferare. Quando raggiungono i capillari di un altro organo, attecchiscono e diventano rapidamente una massa tumorale. Il futuro della medicina invece sono cure personalizzate, oltre alle terapie uguali per tutti. Basterà tenere sotto osservazione la cellula ed estirpare il tumore maligno con una chirurgia poco invasiva, non appena questo avrà cominciato a rivelarsi.

Se nessuno (o quasi) ha mai sentito parlare del suddetto test e se la meravigliosa scoperta, realizzata grazie alle intuizioni di un collega, risulta ancora di fatto inaccessibile alla maggior parte dei pazienti, la ragione risiede nel fatto che l'esame diagnostico possiede un costo al pubblico quasi proibitivo (pari a 486 euro) e che non risulta rimborsabile mediante il consueto sistema dei ticket, nemmeno a fronte di esito tristemente positivo.

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