Venerdì, 20 Ottobre, 2017

Vescovi contro l'Asl che recluta non obiettori

Lazio assunti due ginecologi perchè non obiettori Il Lazio assume ginecologi non obiettori: "C'è il licenziamento se rifiuteranno di praticare aborti"
Irmina Pasquarelli | 23 Febbraio, 2017, 22:36

La decisione di assumere al SanCamillo di Roma medici dedicati all'interruzione di gravidanza, impedendo loro dunque l'obiezione di coscienza, "snatural'impianto della legge 194 che non aveva l'obiettivo di indurreall'aborto ma prevenirlo". Sono le parole di don Carmine Arice, direttore dell'Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, in merito alla selezione di due ginecologi che praticheranno l'interruzione di gravidanza nell'ospedale romano.

All'Ospedale San Camillo di Roma, a tutela della Legge 194, saranno assunti per contratti solo ginecologi non obiettori: la CEI, ovviamente, non è d'accordo.

All'iniziativa plaude Maria Cristina Pisani, portavoce del Psi, che da tempo si batte per far valere e garantire questo diritto alle donne, è che ha sempre sostenuto: "Le donne devono avere il controllo della loro salute e dei loro diritti".

La 194, approvata nel 1978, dovrebbe garantire alle donne la possibilità di interrompere volontariamente una gravidanza, ma nella realtà rimane spesso inapplicata per l'elevato numero di medici che si avvalgono della cosiddetta "obiezione di coscienza", la possibilità prevista dalla legge di non praticare aborti per motivi etici. E ribadisce che "l'obiezione di coscienza è rispettata". I due medici neoassunti verranno destinati unicamente al servizio di interruzione volontaria di gravidanza.

Oggi l'Ivg è una pratica medica sicura, le complicazioni si sono pressoché annullate: prima della Legge 194 il rischio era altissimo, le donne dovevano affidarsi a praticoni e strutture inadatte; l'aborto era espressamente proibito dalla legge e nessun medico poteva praticarlo. Spiegando come tutto si inquadri nella strategia di investimenti sanitari dell'ultimo periodo e sottolineando come sia necessario "garantire alle donne un diritto sancito dalla legge". Immediatamente si mobilitano gli ultra-cattolici (una categoria sempre più eterea visto che la messa viene seguita ogni domenica dal 17 per cento appena degli italiani) che attraverso il Movimento per la vita chiedono e ottengono un referendum abrogativo. "Fermo restando che si tratterebbe di una modalità discriminatoria di reclutamento del personale, il diritto all'obiezione di coscienza, contemplato dalla 194 prevede anche la possibilità di cambiare idea nel corso della carriera lavorativa, da non obiettore a obiettore e viceversa, anche per più volte". Per la verità, però, il caso dell'ospedale San Camillo, è diventato un vero e proprio argomento di dibattito, raccogliendo già ieri i commenti negativi del ministro della Sanità, Lorenzin.

"Il personale sanitario ed esercente le attività ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure di cui agli articoli 5 e 7 ed agli interventi per l'interruzione della gravidanza quando sollevi obiezione di coscienza, con preventiva dichiarazione". Ma la decisione di Zingaretti di indire un bando riservato a medici non obiettori confligge con questo diritto? È un modo di applicare la legge.

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