Venerdì, 24 Novembre, 2017

Google e Facebook: niente pubblicità sui siti con notizie bufala

Mark Zuckerberg e Facebook al lavoro contro le false notizie Il lato buono di Facebook, arriva il Social Good Forum
Carmela Zoppi | 20 Novembre, 2016, 14:03

Il sito Mediaite ha riportato che cercando su Google le parole "conteggio finale delle elezioni 2016" si arrivava a un link del sito 70News che metteva in evidenza come Donald Trump avesse vinto anche il voto popolare. "Vogliamo mostrare il nostro impegno in questo senso", ha commentato Carolyn Everson, vicepresidente per le soluzioni globali di marketing di Facebook.

Google, infatti, ha annunciato di essere al lavoro per apportare alcune modifiche alla policy del servizio Adsense per escludere questi siti, mentre Facebook ha modificato il proprio Audience Network per includere questi siti nella categoria "siti fuorvianti, illegali e ingannevoli". Il provvedimento si è reso necessario per cercare di arginare (se non di eliminare quasi del tutto) il fenomeno delle bufale on-line, che avrebbe influenzato in maniera importante anche l'esito delle elezioni americane. Google con il suo Fact Checking, un'etichetta rintracciabile su Google News, tenta di porre rimedio controllando le fonti, ma di fatto le persone hanno sempre davanti agli occhi lo streaming di Facebook. Google ha introdotto il Fact Checking, Facebook ha dovuto seguire la scia: i siti che spacciano bufale non avranno più accesso agli strumenti di pubblicità. La lotta alla diffusione di notizie false è ancora aperta. Già a settembre, in realtà, Facebook era finita al centro delle polemiche per aver per due anni conteggiato erroneamente la durata media di fruizione dei video, escludendo dal calcolo (e quindi pompando artificialmente la media agli occhi dei potenziali inserzionisti) le riproduzioni inferiori ai 3 secondi: in tale circostanza Menlo Park si era scusata riferendo di aver corretto il problema lo scorso 25 agosto ed ora ha rinominato la metrica da "video views" a "3-second video views".

Poi si è unita anche Facebook spiegando che la sua politica prevedeva già provvedimenti in tal senso, ma che adesso le condizioni sono state "esplicitamente chiarite per essere applicate alle notizie false".

Nel tentativo di difendersi dalle accuse, Zuckerberg ha dichiarato che il 99% delle notizie presenti su Facebook risulta vero e verificato e che le bufale occupano sulla piattaforma un ruolo tanto marginale da non poter certo alterare gli esiti di una campagna elettorale e da spingere gli elettori in direzione di un cambio di idee tanto radicale. Per loro stop all'utilizzo dei sistemi di adv. Ma lo faranno davvero? No.

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