Sabato, 03 Dicembre, 2016

Sanità, rientra l'allarme carbonchio per i Comuni di Maniace e Randazzo

Su Etna e Nebrodi è allarme antrace: strage di bovini Bovini morti sui Nebrodi e sull'Etna, è allarme carbonchio: macellazione vietata
Rufina Vignone | 19 Ottobre, 2016, 23:19

Con la stessa ordinanza, inoltre, è stato ordinato il censimento e la numerazione di tutti gli animali ricettivi all'infezione ed esistenti sul territorio comunale, nonché l'isolamento di eventuali animali sospetti e l'apposizione di tabelle indicanti la zona infetta e i luoghi di ricovero degli animali, l'obbligo del trattamento immunizzante degli animali ricettivi ed il divieto di trasferire gli stessi fuori dal territorio comunale e di introdurre nella zona infetta animali ricettivi. Anche i sindaci dei comuni limitrofi stanno provvedendo ad un intervento rapido e per garantire il massimo controllo.

La malattia è caratterizzata da setticemia, coagulazione incompleta del sangue, con esito quasi sempre mortale per gli animali, difficile che possa colpire l'uomo, visto che il contagio deve essere diretto.

Il carbonchio è una patologia causata dal batterio Bacillus anthracis, un germe che produce spore che sopravvivono a lungo nell'ambiente.

"Abbiamo agito tempestivamente - afferma il manager dell'Asp di Catania, Giuseppe Giammanco -, in sinergia con i Comuni di Bronte, Maletto, Maniace e Randazzo, l'Istituto Zooprofilattico, i Carabinieri-Nas e il Corpo forestale". L'Incubazione dura da poche ore, sino a sette giorni.

Sono a rischio, veterinari che devono provvedere alle vaccinazioni e gli agricoltori che sono a stretto contatto con gli animali. Colpisce gli animali erbivori e può rappresentare un pericolo anche l'uomo.

Queste le decisioni. I sindaci faranno apporre, all'ingresso delle strade di accesso ai boschi dove è stata riscontrata l'infezione, dei cartelli che avvertono che quella è un "Zona infetta da carbonchio ematico".

Ulteriori precauzioni si possono prendere rispetto a quanto si trova nelle immediate vicinanze degli animali morti. Il 90% delle mandrie sui Nebrodi, infatti, pascolano allo stato brado e fra le asperità dei boschi ci sarebbero molti animali ancora non vaccinati. In ogni caso, negli allevamenti con casi accertati, è vietata la vendita di latte e la produzione di derivati per dieci giorni, come previsto dalle normative vigenti. Quella derivata da animali morti di carbonchio diventa subito nera e quindi facilmente riconoscibile, se non trattata con agenti chimici per modificarne il colore.

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