Venerdì, 24 Novembre, 2017

Ricerca: si sperimenta meno sugli animali

Sperimentazione, nel 2014 “usati” 691mila animali Sperimentazioni sugli Animali: 30mila in meno nel 2014 rispetto al 2013
Irmina Pasquarelli | 03 Settembre, 2016, 14:47

Raccolti per la prima volta secondo le modalità previste dalla Direttiva 2010/63/UE sulla protezione degli animali a fini scientifici, recepita in Italia con il decreto legislativo n. Diminuiscono, almeno in Italia, le sperimentazioni cliniche in cui vengono utilizzati animali tanto che negli ultimi due anni se ne sono fatte 30.000 in meno.

La questione relativa all'utilizzo di animali ai fini scientifici è molto delicata. Complessivamente si assiste a una diminuzione: si è passati da 681.666 unità rispetto alle 723.739 del 2013. Seguono i ratti con 130 mila esemplari, i polli con 28.000 esemplari, i pesci che risultano essere 18.000, i porcellini d'india con 17.000 esemplari, 7.000 conigli e 450 macachi. Rispetto alle specie utilizzate, aumenta il ricorso a porcellini d'india, furetti, pecore e di primati non umani. In ogni caso il numero di animali utilizzati comecavie nei laboratori è ancora troppo alto: quasi 700.000 gli animali che ogni anno vengono stabulati, utilizzati negli esperimenti, sottoposti a procedure dolorose che producono dati fuorvianti se trasferiti all'uomo.

Animali che subiscono anche la sofferenza della cattura in natura, considerando che 246 macachi sono stati importati dall'Africa e 196 dall'Asia, segnala la LAV. Moltissimi topi, la specie più rappresentata nei laboratori, sono allevati per il solo mantenimento di colonie di animali geneticamente modificati.

E ci sono, poi, quelle procedure che hanno la compiacenza di classificare come "gravi" che sono ancora troppe: più di 21mila le sperimentazioni, cioè, che comportano dolore e angoscia prolungati e che possono anche non prevedere il ricorso all'anestesia, ma lesioni spinali, stimolazioni elettriche, nuoto forzato e perfusione di organi.

Finalmente una buona notizia: per la sperimentazione si usano meno animali come cavie. Dunque, per ora, come affermato dalla Dott.ssa Michela Kuan, biologa, responsabile LAV Area "Ricerca senza anima": L'impegno verso la riduzione e la sostituzione degli animali nella ricerca rimane purtroppo solo sulla carta, come dimostrano queste statistiche, principio che non viene ascoltato per la mancanza di formazione, gap culturale e interessi economici, e che vincola il nostro Paese a un modello fallimentare di ricerca, anacronistico.

Altre Notizie